Le ragioni della mostra

Verso la fine 1999, il Circolo degli Italiani di San Paolo del Brasile, a causa di problemi finanziari, decideva di mettere in vendita la collezione di disegni a carboncino e di pitture ad olio che erano state acquistate da quel sodalizio con il contributo di alcuni emigrati di origine veneta. Queste opere riguardavano momenti di grande significato storico perché si riferivano ad operazioni avvenute nel corso della prima guerra mondiale, in gran parte nelle zone del Basso Piave e del Trevigiano. Si trattava, infatti, di disegni realizzati durante momenti di battaglia o quadri ad olio che riproducevano immagini fotografiche scattate nel corso delle operazioni stesse da Giulio Aristide Sartorio, valente artista romano, uno dei maggiori rappresentanti del Liberty italiano, autore tra l’altro del fregio centrale che decora l’Aula del Parlamento a Montecitorio. Il Sartorio, combattente con il Gruppo delle Guardie Volontarie a Cavallo fu assegnato quale disegnatore al comando del VI Corpo d’Armata. Fatto prigioniero in una sfortunata operazione nel 1915, venne inviato in campo di prigionia a Mauthausen e fu poi liberato grazie all’intercessione di Papa Benedetto XV con la promessa di non ritornare nei ranghi dell’esercito. Ritornato in Italia, chiese comunque di essere reintegrato come Ufficiale di Complemento ma la richiesta non venne accolta. Ritornò, così, al fronte da civile, senza stipendio e senza mezzi e realizzò una serie di bellissimi quadri e disegni relativi alla ritirata e all’intera resistenza sul Piave, con il rischio di essere fatto nuovamente prigioniero e questa volta con sicura condanna a morte. L’insieme delle opere di questo grande artista si è conservata abbastanza integra perché in uno dei viaggi di promozione dei commerci e della cultura italiana compiuti dalla nave “Italia” in America Latina, Sartorio, Commissario per le Belle Arti, vendette a particolari condizioni di favore tutto il gruppo di disegni e dipinti a San Paolo del Brasile, nel 1924. Da allora non se ne seppe più nulla fino a quando l’insieme venne recuperato, mentre stava per essere smembrato e venduto ad antiquari italiani. Grazie all’intervento di Renato Miracco, che in quel momento si trovava a San Paolo, tutto il gruppo di opere d’arte venne notificato al Ministero degli Esteri e quindi vincolato dallo Stato italiano e successivamente acquistato dall’Istituto Italiano di Cultura con l’appoggio del Ministero degli Esteri. Si iniziò subito l’opera di valorizzazione attraverso una mostra presentata all’Ambasciata italiana a Brasilia nel corso dell’incontro tra il Presidente Ciampi e il Presidente del Brasile Cardoso, nel maggio del 2000. L’insieme, in gran parte restaurato, è ritornato in esportazione temporanea in Italia per essere esposto a Montecitorio, lo scorso anno. Ora tutta l’intera collezione dovrà ritornare in Brasile entro la fine di giugno perché il Governo Italiano desidera concludere la pratica di esportazione definitiva. In questo frattempo si è ottenuta l’autorizzazione da parte del Ministero degli Esteri per poter esporre, nella Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di San Donà di Piave, tutto l’insieme che verrà integrato anche dalle fotografie di proprietà degli eredi Sartorio e da una raccolta di disegni a carboncino dello stesso soggetto, di proprietà della Pinacoteca Brera, di Milano. Di questo virtuoso artista italiano, Accademico d’Italia, si può riportare la definizione che di lui ha dato il grande Guglielmo Marconi che nella presentazione del catalogo della mostra dell’artista, nel 1933, così lo ricorda: “Anima generosa, pronta ad accendersi per ogni nobile causa, fu volontario di guerra e sopportò ferite e lunga prigionia; ma, anche nei disagi e nelle avversità, rimase artista e ritrasse con la matita e col pennello scene di guerra che sono preziosi cimeli della nostra storia. Fino all’utlimo ideò, disegnò, dipinse e nei recenti suoi quadri la maternità e l’infanzia cantano, con dolcezza e spontaneità d’accenti, il canto eterno”.