Scheda: le armi e la vita di trincea

Nel primo conflitto, l'imprevisto sconvolgersi dei piani di battaglia, il nascere della guerra di trincea, fecero convivere armi che riflettevano lo straordinario sviluppo scientifico e tecnologico degli anni precedenti il conflitto, con strumenti ripescati dalle oscure tradizioni degli anni bui. Ecco allora l'uso intensivo da parte di tutti i belligeranti degli aggressivi chimici e la ricomparsa di spade e mazze ferrate usate per finire chi ne fosse colpito. Ecco il filo spinato, barriera su cui si impastoiava ogni assalto, le armi automatiche ed i pugnali. Ecco la comparsa degli aeroplani, prima usati come sostituti dei palloni da osservazione, o cavalcature di duelli anacronistici, ma poi intesi come strumento per ottenere il dominio dell'aria e "longa manus" dell'artiglieria. Ma, nonostante i progressi tecnici, elemento dominante dei combattimenti rimaneva l'uomo costretto ad una vita da troglodita nelle trincee, che erano assieme case, fortezze, rifugi, tombe.

I lunghissimi periodi in prima linea, gli insensati assalti frontali contro posizioni munite, baionetta contro mitragliatrice, le disperate condizioni igienico- sanitarie, tutto congiurava contro di lui. Ed assieme ai soldati anche le popolazioni. Per la prima volta intere nazioni potevano essere colpite mediante bombardamenti aerei; intere zone venivano rivoltate dalle più massicce concentrazioni di fuoco d'artiglieria mai prima di allora verificatesi.